Ferragosto fuoriporta: 5 posti sconosciuti (e bellissimi) a un passo da Milano
A pochi giorni da Ferragosto, l'area metropolitana di Milano sembra tutt'altro che vuota e deserta. In virtù delle temperature abbondantemente sopra la media e del numero di milanesi rimasti in città per le ragioni più diverse, mai come quest'anno si pone il problema di dove trascorrere il tradizionale appuntamento di mezza estate.
Il rituale classico vorrebbe che si organizzasse una gita fuoriporta con amici e parenti rimasti in zona , meglio se in montagna per andare alla ricerca di condizioni meteo non tropicali, meglio ancora potendo fare qualche attività divertente all'aperto ma soprattutto trovando una bella trattoria dove godersi piatti abbondanti, genuini e con i sapori della cucina tipica locale.
Certo, le destinazioni scelte per una scampagnata qualunque non bastano in quest'occasione. Ci vorrebbe un posto mai visto nè sentito prima, lontano dagli itinerari più noti, dove poter provare quel minimo di meraviglia dovuta di fronte ad un panorama emozionante e sconosciuto, dove poter stare lontano dalla folla dei pendolari del picnic.
Quindi niente colline della Brianza, niente laghetti del Varesotto, niente rifugi della Bergamasca, nessuno scontato angolo di verde dove rischiare una rissa con un grigliatore seriale...
Noi proviamo a sorprendervi con questi.
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Nel Distretto dei Laghi, nella natura più selvaggia d'Italia
Con questo nome è riconosciuta quella zona turistica a nord di Milano in territorio piemontese che comprende l'alto Lago Maggiore e il Lago d'Orta. Ecco, i laghi a Ferragosto saranno troppo frequentati ma tutta la zona alpina vicina al confine del Sempione con la Svizzera è perfetta. Mai sentito parlare del Parco Naturale della Val Grande ? È a 130 km da Milano, tutta autostrada. É l'area più verde e selvaggia d'Italia, 15000 ettari tra la Val Vigezzo, la Val Formazza e la Val d'Ossola. Giusto per capirsi: in tutto il parco non prendono nemmeno i cellulari. Nessun operatore. Non a caso, i milanesi che scappano dalla città e vogliono fare gli eremiti dormendo in una capanna o in una grotta vengono tutti qui. Questo è il posto ideale per ogni genere di escursione in mezzo alla natura, magari cominciando dal Centro Visitatori del Castello di Vogogna, l'unico dei sette aperto a metà agosto. Cercate una trattoria? Per andare sul sicuro, noi ci porteremmo panini e vettovaglie da casa perché nessuno qui può giurare su quali rifugi e ristorantini rimangano aperti. Se peraltro preferite un posto appena meno wild, basta attraversare la strada e andare a Domobianca365, proprio sopra Domodossola: al Lusebar all'Alpe del Lusentino vi sorprenderanno con grigliate di carne e formaggi locali.
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Pedalare sul Lago di Lugano a cavallo del confine svizzero
Forse qualche milanese in primavera è arrivato fino a Porto Ceresio, in provincia di Varese, sulla riva italiana del Lago di Lugano. Il paesino con le casette d'epoca tutte colorate che si specchiano sul lago è davvero suggestivo. Porto Ceresio, insieme alla vicinissima Ponte Tresa, è un lembo di costa italiana delimitata da territorio svizzero. È raro che il milanese attraversi la dogana per entrare in Ticino ma a Ferragosto forse dovrebbe: il 15 del mese è festa nazionale anche per gli svizzeri ma certamente ci saranno meno traffico e meno code che dalle nostre parti. Si possono fare diverse crociere sul lago fino a Lugano, si può arrivare fino a Punta Pojana salendo fino ad un belvedere da cui c'è una splendida vista panoramica su tutti i rami del lago o si può pedalare fino al piccolo Lido di Sassalto dove fare un picnic in mezzo al verde del Parco Naturale del Monte Caslano.
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In Valchiusella nel Canavese, il paradiso della canoa
Da Milano al Canavese serve solo un attimo. Poi, invece che proseguire verso la Valle d'Aosta, si esce dall'autostrada a Ivrea e si imbocca immediatamente la Valchiusella il cui nome non dirà molto ai più ma che è conosciutissima dai canoisti di tutto il mondo per la portata del suo torrente che è sede di molte gare internazionali. Tanto verde e tanta acqua sono un buon presupposto: questa è una valle chiusa su un lato da cinque vette sopra i 2700 metri, 5000 abitanti sparsi in una manciata di piccoli villaggi su 25 km di lunghezza e mille sentieri che portano ad altrettanti laghetti e cascate in quota. Il più importante è il Sentiero delle Anime dove si trovano incisioni rupestri antropomorfi dell'età del bronzo. Alla Trattoria L'Mulin , a Inverso a metà della valle, si pranza con menu a base di formaggio Toma, lardo, filetto di trota e selvaggina.
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In Val Tartano, sul ponte sospeso più alto d'Italia
All'inizio della provincia di Sondrio, quando si arriva a Talamona poco dopo Morbegno (a un'oretta abbondante da Milano), si svolta a destra e si comincia a salire. E si sale parecchio, all'interno del territorio del Parco delle Orobie Valtellinesi. Qui non si corre il pericolo di fare code, se non dietro ad una mandria di pecore e capre che stanno andando al pascolo. Questa è la Val Tartano, bella, davvero affascinante nel suo essere lontana dal mondo: nessuno ne avrebbe mai sentito parlare se non fosse che un paio di anni fa ci hanno costruito uno dei ponti sospesi più alti d'Europa, il Ponte del Cielo , che invero è più utile ai pastori che trasferiscono le greggi da una parte all'altra della valle che ai pochi turisti. Detto questo, i tre laghetti di Porcile a un'ora e mezza di cammino partendo del Rifugio Pirata valgono da soli l'escursione. E c'è pure un villaggio fantasma medievale da visitare! Pranzo o cena da Highlander, dove servono hamburger di carne di vacche scozzesi.
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Sui colli sopra Gravedona, a godere della vista sul Lago di Como
Il lago di Como in estate è fantastico. Non è un caso che ci vivano (peraltro in villone da mille e e una notte) attori di Hollywood, magnati russi, ereditieri inglesi e principi arabi. Sulla costa occidentale, Gravedona è l'ultimo paese della zona dell'Alto Lario: da qui però si può anche evitare di seguire il corso del lago e cominciare a risalire sulle montagne, ad esempio fino al Comune di Dosso del Liro dove finisce la strada. Ben 300 abitanti, contando anche i gatti, a 650 metri di quota a dieci minuti dalla costa, abbastanza per godere di un panorama estremo e per rimanere lontani dalla folla. Gli ansiosi che devono sempre muoversi possono arrivare a piedi fino all'Alpe Motta o al Monte Legnoncino lungo un sentiero facile mentre i gaudenti possono rilassarsi al fresco sotto un castagno nel vicino Crotto Dangri dove ordinare pizzoccheri, sciatt e Sassella (un vino rosso della vicina Valtellina), salutando qualche raro biker di passaggio.
Josh O'Connor è uno dei 12 protagonisti della 31esima Hollywood Issue.
Diretto da Rose O'Shea
Direttore della fotografia: Matt Krueger
Montaggio: Katie Wolford
Produttore: Funmi Sunmonu
Produttore di linea: Romeeka Powell
Produttore associato: Emebeit Beyene
Direttore di produzione: Andressa Pelachi
Coordinatore di produzione: Elizabeth Hymes
Responsabile globale dei talent: Alison Ward Frank
Operatore di ripresa: Marques Smith
Gaffer: Nick Massey
Suono: Gloria Hernandez
Assistenti di produzione: Brock Spitaels e Fernando Barajas
Decoratore del set: Sage Griffin
Reparto artistico: Leah Water-Katz
Supervisore della post-produzione: Christian Olguin
Coordinatore della post produzione: Ian Bryant
Supervisore del montaggio: Doug Larsen
Editor aggiunto: Jason Malizia
Assistente di redazione: Justin Symonds